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L'astinenza

Chi ha problemi di dipendenza va in astinenza quando la droga ha finito il suo effetto ed egli sente il desiderio smanioso ed irrefrenabile di drogarsi. Egli cercherà dunque di assumere qualcosa che possa alterare le sue percezioni e soffocare il disagio dovuto alla mancanza della sostanza. Spariti però gli effetti anestetici vengono a galla tutte le sensazioni che gli era riuscito a tenere lontano: quelle fisiche e quelle mentali.

Sensazioni fisiche

In fase di disintossicazione le sensazioni di malessere e di sofferenza vengono vissute come dolori anche acuti, specialmente nella astinenza da eroina. L'eroina ha assopito tutte le percezioni interne ed esterne e quando queste ritornano a proporsi sembreranno dolori lancinanti. Un comune mal di pancia sarà percepito come una colica da parte di chi ha avuto rallentate le funzioni fisiologiche della defecazione e della minzione.

Il fatto di passarsi una mano tra i capelli sembrerà di strapparsi; una leggera brezza sulla pelle provocherà brividi di freddo ed una sensazione di pelle che si squama; anche respirare diventa una fatica e sembra aver perso l'automatismo e di venire volontario con sbadigli per fame d'aria; e poi insonnia dolori muscolari naso che cola dolori lombari nevralgie ecc. È importante ricordare che questi dolori sembrano molto acuti alla persona in astinenza perché senza la droga non ha più a capacità di sopportare nulla ed ogni sensazione per lui è più acuta.

In questo periodo di disintossicazione il desiderio delle sostanze si farà sentire in maniera molto forte. La persona entrerà così in una spirale angosciosa che lo porterà a ricercare qualunque tipo di intervento consolatorio. Questo bisogno sarà caratterizzato da richieste, pressioni e a volte minacce nei confronti dei familiari.

astinenza
È importante ricordare che non si muore per astinenza e che la sofferenza fisica e mentale è la via obbligata per disintossicarsi.

Questa sofferenza può essere alleviata attraverso l'uso di alcuni farmaci, con il grave rischio però che si aggiunga un'altra dipendenza a quella già esistente. Questo è il caso delle interminabili e ricorrenti scalette di metadone che altro non sono che un facile sostitutivo in momenti in cui è difficile riuscire ad assumere eroina. La persona abituata a fare uso di sostanze è portata a fagocitare tutto quello che gli capita tra le mani pur di entrare in uno stato comunque alterato. Aiutare il proprio caro in astinenza non vuole mai dire compatimento, semmai occorre esercitare su di lui una ferma autorità che lo sostenga e gli consenta di superare i malessere che vive. Non bisogna mai lasciarlo solo, nemmeno in bagno, bisogna sostenerlo costantemente perché non si faccia condizionare troppo dai suoi pensieri e dalle sue ansie.

Ricordiamoci che questo è un momento che viene superato in pochi giorni se si ha la costanza di resistere.
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