Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati
Iniziare un processo di cambiamento
ll secondo passo è iniziare un processo di cambiamento, per tutti:
chi vive la gabbia della dipendenza
chi condivide la tristezza di questa condizione familiari fidanzati e amici.
Purtroppo la condizione di dipendente ha dei vantaggi secondari che possono essere abbandonati solo se si intravede un orizzonte. Questa mancanza di futuro è causa essa stessa del permanere nella condizione di dipendenza tossica. Occorre immaginare e produrre una nuova visione del futuro allontanare la rassegnazione.
Questo lavoro così complesso e delicato lo possono fare insieme le associazioni di autoaiuto, le comunità terapeutiche e di pari passo, quando possibile, i familiari che vorranno e potranno mettere in atto un comportamento più consapevole.
Perché avvicinarsi ad un'associazione
I familiari e le persone che manifestano il disagio, trovano aiuto, solidarietà e comprensione. In un contesto informale, ma non per questo meno efficace, dove è più semplice avvicinare persone solidali, persone come noi, libere dal timore del "giudizio".
Dove le parole e le esperienze comuni, possono essere raccontate, sappiamo che quando le storie comuni sono espresse, si fanno più comprensibili per chi esprime il disagio e per chi ascolta.
Ogni parola può essere quella decisiva: la parola che crea fiducia fa nascere un contatto emozionale, cioè quella che incrina la solitudine e libera.
Dare un nome ai sentimenti di paura, smarrimento frustrazione e dolore è il primo passo per la consapevolezza ma è soprattutto la partecipazione a rendere l'esperienza parte della nostra vita capace di produrre cambiamento.
Inoltre l'esperienza di tanti familiari e persone con problemi di dipendenza che da tempo affrontano il disagio, sono in grado di dare quel supporto costruttivo autentico di cui c'è bisogno:
per aiutare a determinare le scelte più opportune
consigliare
dare orientamento alle decisioni e il coraggio di non scendere a patti
fornire opportunità praticabili
ma soprattutto progettare una soluzione possibile
aprire varchi nel muro e poter vedere finalmente il cielo.
Ogni parola può essere quella decisiva: la parola che crea fiducia fa nascere un contatto emozionale, cioè quella che incrina la solitudine e libera.
Dare un nome ai sentimenti di paura, smarrimento frustrazione e dolore è il primo passo per la consapevolezza ma è soprattutto la partecipazione a rendere l'esperienza parte della nostra vita capace di produrre cambiamento.
Inoltre l'esperienza di tanti familiari e persone con problemi di dipendenza che da tempo affrontano il disagio, sono in grado di dare quel supporto costruttivo autentico di cui c'è bisogno:
per aiutare a determinare le scelte più opportune
consigliare
dare orientamento alle decisioni e il coraggio di non scendere a patti
fornire opportunità praticabili
ma soprattutto progettare una soluzione possibile
aprire varchi nel muro e poter vedere finalmente il cielo.
Il gruppo di auto aiuto
In gruppo succede che quando ascoltiamo uno di noi, la sua storia, come reagisce ai problemi, le emozioni che trasmette, avviene quella particolare magia che ci fa riconoscere che la sua storia è "simile o uguale alla nostra" , sentiamo che quei racconti ci appartengono e attraverso gli altri riusciamo a "specchiarci", riusciamo a vedere e sentire quello che da soli non riuscivamo a fare. Perciò è così importante essere ascoltati e sentire se stesso che racconta la propria storia, che sente scorrere la propria vita.
Ritrovare le storie e disporsi a un ascolto partecipe, è ritrovare anche il senso delle nostre vite, aspetti non sempre chiari, ma in questo modo è possibile far ritrovare ad altri identità disperse e frantumate.
Anche la persona che è nello stadio più deragliato della sua vita può trovare ascolto e partecipazione, dare un senso alla sua sofferenza, con il linguaggio della sua percezione del mondo, surreale, a volte enigmatica, a volte pulsionale e primordiale, ma con il coraggio di ammettere la sua impotenza di fronte a qualche cosa di incontrollabile e chiedere finalmente aiuto con nuova fiducia negli altri.
Se avrà voglia di provarci, non sarà più sotto accusa, processato, catalogato, ingabbiato in definizioni, ma ascoltato e compreso. Allora a noi tocca capire quella storia carica di dubbi e ambivalenze, per farla uscire dall'oscurità del mare profondo di solitudine in cui si è immersa.

